FILOSOFIA ED EDUCAZIONE ALL’EUROPA. PER UN RIORIENTAMENTO
Anna Bianchi
in: Comunicazione filosofica n. 42, pag. 16
L’educazione all’Europa, dinanzi alla diffusione di tendenze antieuropeistiche, si pone come una sfida da affrontare anche tramite il contributo dei sistemi di istruzione dei Paesi dell’Unione. Lo studio della filosofia come materia scolastica –proprio per la storia stessa del pensiero filo-sofico –può contribuire alla formazione dei giovani alla cittadinanza europea, dando un apporto significativo alla dimensione europea dell’insegnamento, tema ricorrente nei documenti con-cernenti l’istruzione adottati dalle istituzioni europee. Oltre a sostenere questa tesi, l’articolo raccoglie l’invito al confronto espresso nel documento Orientamenti per l’apprendimento della filosofia nellasocietà della conoscenza–elaborato dal Gruppo tecnico-scientifico di Filosofia, istituito dalla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema na-zionale di istruzione –e rileva in tale documento una ricezione solo parziale delle indicazioni comunitarie per la formazione delle nuove generazioni. Infatti, se ci si pone nella «dimensione dell’internazionalizzazione dell’istruzione», richiamata proprio negli Orientamenti, appare ri-duttivo limitare l’apporto che lo studio del pensiero filosofico può dare alla formazione dei giovani europei –quali sono gli studenti italiani –al contributo offerto dall’insegnamento della filosofia all’acquisizione delle competenze per l’apprendimento permanente individuate dal Par-lamento europeo e dal Consiglio dell’Unione.3Piuttosto si ritiene di poter affermare che il mo-dello di apprendimento della filosofia oggi adottato nella scuola italiana –insieme con i modelli praticati nelle scuole secondarie di altri Stati dell’Unione –potrebbe divenire un punto di riferi-mento nello scambio di buone pratiche tra i Paesi, auspicato dall’Unione stessa,4e che tale scam-bio potrebbe promuovere un ripensamento del modo stesso di intendere la dimensione europea dell’insegnamento e un conseguente riorientamento delle politiche comunitarie e nazionali volte a promuoverla.
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